Truxton (Mega Drive) Walkthrough, No Damage

Dal Pong alla PS5
SergioRetroForce
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Truxton (Mega Drive) Walkthrough, No Damage

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Tra le ben 28 conversioni da coin-op che videro la luce durante il secondo anno di life cycle del Mega Drive, quella del vertical shooter Truxton (Tatsujin -"padrone" o "padronanza"- nel magico paese del sol levante) segna l'esordio di Toaplan sul 16-bit Sega, quando viceversa in sala giochi era il 9° coin-op della casa e l'ultimo distribuito sotto il solo logo Taito.
Questo porting venne distribuito nel dicembre del 1989 in Giappone e Nord America, a poco più di un anno di distanza dal coin-op, per poi sbarcare nel novembre 1990 dopo in Europa. Complice appunto la release su tutti i mercati in tandem con l'allora alta attrattiva del genere e il più che apprezzabile livello qualitativo Truxton è oggi ricordato da un'ampia platea di ex possessori di Mega Drive... forse persino di più dell'ancor più apprezzato Musha Aleste: Fullmetal Fighter Ellinor / M.U.S.H.A.: Metallic Uniframe Super Hybrid Armor, titolo sì apparentente al medesimo genere e appunto di alta caratura ma penalizzato viceversa dalla mancata distribuzione nel Vecchio Continente.
Truxton si articola in ben 8 livelli non-stop letteralmente gremiti di nemici molto agguerriti e postazioni tanto ben collocate quanto precise nel bersagliare la nostra navicella, il tutto debitamente corredato da 5 boss piuttosto duri da sconfiggere. Sia il coin-op che le conversioni (oltre a quella per Mega Drive ne esiste un'altra per PC Engine -1992-) si caratterizzano per un livello di difficoltà piuttosto alto in ragione di un ritmo di gioco veloce e incalzante, di proiettili nemici assai rapidi, di una "generosa" hit box della navicella e dell'adozione del classico severo sistema di restart point già adottato ad esempio l'anno prima in Flying Shark.
La conversione per Mega Drive s'impose per un grado di relativa "fedeltà" al coin-op che allora parve ai più pienamente in linea con le migliori aspettive, fermo restando che, anche in ragione della cartridge di soli 4 Mbit e della comunque relativa generosità dei contenuti, le semplificazioni grafiche e cromatiche risultano comunque rilevanti, in particolar modo nei fondali. Al di là di un'estetica appunto nel complesso abbastanza "parsimoniosa" in termini di colori e dettagli il porting di Truxton su 16-bit Sega conquista per l'accattivante velocità e fluidità dell'azione, oltrechè per le orecchiabili ancorché poco raffinate chiptune di Masahiro Yuge e per gli FX in perfetto stile arcade mid 80's. 🙂


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