Dynamite Headdy, MegaDrive, 1994

Dal Pong alla PS5
SergioRetroForce
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Dynamite Headdy, MegaDrive, 1994

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Dynamite Headdy (Treasure, 1994 -Mega Drive-) è un platform che costringe concretamente ad usare la testa. 😉 Si tratta di un rompicapo? No, non proprio 😃 , a meno di non voler definire così anche i platform della celebre serie B.C. Kid 😉 Si può dire senz’altro che, dopo il successo di Gunstar Heroes, Treasure abbia potuto permettersi un gran numero di colpi di testa 😃 che si concretizzano in particolare in un titolo come Dynamite Headdy che, dunque, per la casa di Nakano viene ad assumere un’importanza capitale. 😉
Dynamite Headdy è un platform game che riprende l’attack mode “de capoccia” 😃 dei vari B.C. Kid, reinterpretandolo tramite due successivi titoli usciti per e Mega Drive: Decap Attack e Kid Chameleon 😉 . In Decap Attack, un simpatico platform horror-umoristico, il protagonista è una mummia che utilizza la testa per attaccare i nemici con la particolarità che, come si può intuire dal titolo, la parte anatomica in questione non è saldamente ancorata al collo e viene proiettata in avanti con il solo sostegno “elastico” delle bende. In Kid Chameleon, il giocatore guida un bambino che può trasformarsi in 9 personaggi diversi indossandone le relative maschere. 🙂
Il titolo Treasure è, dunque, il risultato di un cross-over evoluto tra i platform sopra citati: la testa dell’eroe è separata dal resto del corpo e si comporta come un’entità a se stante (una sorta di “head-pod”) con cui Headdy può attaccare (lanciandola verso il nemico come un boomerang a distanza ravvicinata) e arrampicarsi. La testa standard, inoltre, può essere sostituita con altre 18 “heads” 😮 , consentendo a Headdy di utilizzarne gli specifici poteri extra.
Lo scopo del gioco è riportare la pace e la libertà nel Puppet World, oppresso dal ferreo dominio del malvagio Dark Demon, dal suo fedele sgherro, Trouble Bruin, e dal terribile esercito di pupazzi maligni da lui sguinzagliati.
Per portare a termine la sua missione, Headdy dovrà superare ben 28 stage (“scene”) 😮 gremiti di nemici di ogni forma, natura e dimensione, tra cui numerosissimi middle boss e gli immancabili guardiani di fine livello.
La caratteristica principale di Dynamite Headdy è, sicuramente, la varietà. 🙂 Le scene sono molto differenti tra loro e propongono soluzioni visive e meccaniche di gioco che, in molti casi, tendono a spiazzare il platform player medio. Il titolo Treasure combina questa notevole ricchezza di gameplay style diversi, a privilegiare di volta in volta l’azione, come virare verso lo shoot ‘em up “puro” o anche contemplare elementi di “strategia”, con inoltre la possibilità di variare la testa di Headdy in 18 modi diversi. Naturalmente, l’intera gamma delle head non è sempre disponibile (ad esempio le “fly head”, che consentono a Headdy di volare, sono utilizzabili nei soli 4 stage shoot ‘em up “Parodius-like”: da 6-1 a 6-4), ma, nel corso delle varie scene, ne vengono di volta in volta messe a disposizione delle ristrette rose di selezione. Ulteriori elementi di varietà sono: le practice scene, l’intermission bonus game e i secret bonus. Non vanno, infine, trascurate le numerosissime e ingegnose sorprese di cui il titolo Treasure è generosamente dotato. I colpi di scena che impreziosiscono questo platform si risolvono spesso in tocchi di classe di natura grafica, inusuali dinamiche di gioco inerenti a determinate scene, particolari modalità d’attacco di middle o final boss e, in generale, intriganti intuizioni concettuali che apportano al gameplay delle svolte che ancora oggi colpiscono per audacia e modernità. 🙂
Il titolo Treasure, dunque, si presenta come particolarmente stimolante per l’evidente ingegnosità del game design, per la ricerca di un approccio peculiare al frequentatissimo genere di riferimento e per la marcata differenziazione tra gli elementi che ne compongono l’articolata struttura. 🙂
Tutti i suddetti aspetti positivi del platform Treasure non spiegano, però, il particolarissimo fascino che lo caratterizza. Ciò che seduce in Dynamite Headdy è, soprattutto, la bizzarria visionaria di design e situazioni. Che i programmatori non avessero, come Headdy, la testa sulle spalle 😃 , emerge da ogni particolare, ogni svolta nella “vicenda”, ogni dettaglio di sprite e fondali. Questo platform, infatti, è un titolo di un fuori di testa particolarmente coerente: tutto è assolutamente sopra le righe, diverso e spesso totalmente inaspettato. 🙂
La grafica è degna del talentuoso team cui si deve, fra gli altri, l'eccellente Gunstar Heroes: coloratissima (le tonalità fortemente contrastanti sono un po’ da trip allucinogeno), ottimamente disegnata (accattivante l’ambientazione “teatrale” con contaminazioni visionarie alla “Alice in Wondeland”), impreziosita da parallasse standard e multi-strato, dotata di spettacolari effetti raster (distorsioni, flipping e prospettive) e sprite di grandi dimensioni. 😮 Fluidità e velocità d’azione sono, poi, garantite da un'impeccabile programmazione che rende DH quasi esente da rallentamenti, pur non mancando situazioni in cui lo schermo è affollato di sprite o dominato da enormi boss finali animati con dovizia di elementi grafici indipendenti. 🙂
Il sonoro risulta forse qualitativamente e quantitativamente superiore a tutti gli altri titoli Treasure realizzati per il 16 bit Segaa. La soundtrack è difatti particolarmente varia, brillante e relativamente raffinata e gli FX ridultano nettamente sopra la media, con digitalizzazioni nitide e campionamenti vocali perfettamente comprensibili e, per una volta, esenti dal fastidioso “effetto raucedine” tipico del Mega Drive. 🙂 La colonna sonora è, dunque, particolarmente ben realizzata per composizione, suggestione e resa acustica di synth e base ritmica campionata e segna uno dei punti più alti della carriera di Kazuo Hanzawa, musicista videoludico noto anche, oltre che per i già citati Gunstar Heroes e Alien Soldier su MD, per il coin-op Konami Bucky O’Hare. 😉
La longevità di DH è assicurata dalle menzionate 28 scene di “action”, “shooting” e “strategy” e dal livello di difficoltà molto impegnativo (fin troppo nella versione nordamericana -per Sega Genesis-) che richiede al giocatore una notevole versatilità nell’uso delle “head” del protagonista. Il “Treasure Show” (così è chiamato nel libretto della versione Genesis, in perfetta coerenza con l’ambientazione e la denominazione “scene” per gli stage) è, dunque, uno spettacolo che dura a lungo e la compagnia teatrale assicura a tutti gli spettatori che il divertimento non mancherà. 🙂 Solo chi usa bene la testa riuscirà a vedere il finale a sorpresa dello show! 🙂

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