Raiden Trad / Raiden Densetsu,Mega Drive,1991

Dal Pong alla PS5
SergioRetroForce
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Raiden Trad / Raiden Densetsu,Mega Drive,1991

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Raiden: l'ultimo shoot'em up di grandissimo successo nato in sala giochi 🙂
Raiden Trad / Raiden Densetsu (Mega Drive - conversione originale realizzata nel 1991 da Seibu Kaihatsu e pubblicata in Giappone e negli U.S.A. da Micronet) - arcade style tiles/sprites/colors ROM Hack 🙂
Seibu Kaihatsu, software house già apprezzata per titoli come Knuckle Joe, Wiz e Dynamite Duke, arriva al successo nel 1990 con il vertical shoot ‘em up Raiden (“tuoni e fulmini” in giapponese), un titolo che sviluppa magistralmente le classiche tematiche militari di Flying Shark e Twin Cobra in un gameplay frenetico e distruttivo, nonché caratterizzato da un ritmo incalzante che valorizza una varietà di nemici e situazioni mirata a catalizzare interamente l’attenzione del videogiocatore.
In Raiden siete chiamati ad affrontare una temibile invasione aliena che nel 2090 minaccia la sopravvivenza dell’umanità. L’ultima speranza della Terra è il potentissimo caccia “Raiden Supersonic Attack Fighter” che dovrà effettuare una serie di missioni suicide in località presidiate da ingenti forze nemiche.
Lo sparatutto Seibu conta 8 livelli, ognuno dei quali difeso dall’immancabile mega-boss finale e, naturalmente, gremito di carri armati, mezzi corazzati di molteplici “taglie”, differenti tipologie di caccia, unità navali di varie forme e dimensioni, postazioni di fuoco di diversi tipi e tutti quei mezzi da combattimento che normalmente si trovano in questo genere di titoli.
Il sistema di armamento è semplice ma ben implementato: due categorie di sparo, 8 stadi di potenziamento, missili standard o a ricerca e le classiche smart bomb. La linearità del weapon system si basa sulla netta differenziazione tra fire mode rosso, classico fuoco di copertura a potenza bassa e modalità azzurra, laser “concentrato” che, invece, privilegia l’esigenza distruttiva. I missili, poi, possono essere incrementati indipendentemente nel numero e nelle dimensioni tramite i bonus M (standard missile) e H (homing) con 4 power up step.
Questa impostazione bipartita consente di attuare strategie compensative in cui, ad esempio, i potenti missili standard al massimo power level (4 bonus M) accrescono la capacità distruttiva del fire mode rosso (dotato di ampia copertura, ma poco adatto ai nemici più resistenti) o, viceversa, i rapidi homing missiles migliorano l’armamento azzurro giunto al devastante stadio “mega-laser” (o “LASERONE” in stile Austin Powers).
Analogamente è possibile quanto consigliabile orientarsi verso tali strategie nel 2 player coop che, come miglior configurazione per affrontare le insidie dello sparatutto Seibu, vede un armamento complementare delle due navicelle: un caccia con modalità di fuoco rossa e missili standard e l’altro con fire mode blu e homing missiles.
Altra caratteristica peculiare di Raiden è il super bonus P. Si tratta di un power-up “totale” che, come in Xenon 2: Megablast, porta istantaneamente il vostro volume di fuoco alla massima potenza. L’effetto del suddetto bonus, peraltro, è esteso ai missili se la navicella ha collezionato almeno uno dei due bonus relativi (M o H), prima di portarli al massimo step tramite l’ambitissima P. La sua funzione è, naturalmente, di mitigare la frustrante perdita di 8 potenziamenti in un colpo solo, essendo relativamente frequente la possibilità di recuperare una P rilasciata dalla vostra stessa navicella abbattuta (in questo caso si liberano sempre dei bonus), oppure da quella del vostro amico (gomitata nelle costole assicurata), o, ancora, dall’ultimo vostro caccia centrato dal soverchiante fuoco nemico che, mossa assai scaltra della Seibu, offre al volenteroso quanto ben incentivato videogiocatore che continua un bel mega-power up per rientrare “alla grande”.
Pur non offrendo particolari innovazioni al consolidato genere dello shoot ‘em up ad ambientazione “militare” (con diverse concessioni alla variante “spaziale” data dagli elementi “alieni” e dalle ambientazioni extraterrestri degli ultimi 3 livelli), Raiden riscuote un notevole successo testimoniato dalle numerose conversioni: FM Towns Marty, NEC PC Engine / TurboGrafx-16, PC Engine Super CD-ROM (Super Raiden), Super NES / Super Famicom (Raiden Trad / Raiden Densetsu), Mega Drive / Genesis (Raiden Trad / Raiden Densetsu), Jaguar, Lynx, PC MS-DOS, PlayStation (Raiden Project: Raiden + Raiden II) e mobile phone.
Lo sparatutto Seibu è, inoltre, il capostipite di una vera e propria serie costituita da vari seguiti e spin-off: Raiden II (1993), Raiden DX (1994), Viper Phase I (1995), Raiden Fighters (1996), Raiden Fighters 2: Operation Hell Dive (1997), Raiden Fighters Jet (1998), Raiden III (2005), Raiden IV (2007) e Raiden V (2016).
Il motivo principale della popolarità di questo coin-op è molto semplice: Raiden, pur essendo un titolo abbastanza ostico, è divertentissimo!
Lo shoot ‘em up Seibu non concede nulla al casual gaming, imponendo al videogiocatore un ritmo decisamente sostenuto, un notevole volume del fuoco avversario, una terrificante rapidità dei proiettili ostili, una disposizione e un’implementazione dei pattern di movimento dei nemici che mantiene sempre alta la tensione ed una rapida progressione della difficoltà fin dai primi livelli.
Il single player mode anticipa, infatti, alcune componenti di quella tendenza bullet hell / manic shooters che andrà lentamente e progressivamente permeando il genere nel corso degli anni ’90.
Raiden, infatti, si caratterizza come un titolo certamente difficile che gioca le sue carte su quella “sottile linea rossa” che divide la frustrazione scoraggiata da quella arrabbiata in cui il gamer trova un forte stimolo per riprovare, ricavando, così, dallo sparatutto Seibu la soddisfazione di un’adrenalinica frenesia distruttiva che, ovviamente, non potrà che essere al cardiopalma nelle numerose sequenze ostiche di questo coin-op.
Nella modalità a due giocatori, invece, la difficoltà è mitigata dal doppio volume di fuoco opposto al nemico unito ai numerosi rallentamenti causati dalla notevole quantità di elementi grafici su schermo. Ovviamente gli slowdowns rendono meno difficile il costante slalom tra i proiettili nemici solo nel caso in cui le navicelle raggiungano dei ranks di potenziamento tali da causare un grado di affollamento sufficiente a mettere in difficoltà il motore grafico dello shoot ‘em up.
Tecnicamente, Raiden è più che convincente, grazie alla grafica nitida e definita, al buon utilizzo dei colori e ai fondali generalmente dettagliati che, in alcune sezioni del 2° livello, scrollano anche in parallasse. Gli sviluppatori hanno posto particolare attenzione al design degli sprite che evidenziano un ottimo uso delle ombreggiature ed una certa ricchezza di particolari. Le animazioni, poi, non smentiscono l’accuratezza dei grafici e si sviluppano in coloratissime e fantasiose esplosioni e gustosi dettagli inerenti all’effetto immediato e progressivo delle armi sui nemici. L’unico difetto del titolo Seibu è una certa tendenza a soffrire di rallentamenti in presenza di un congruo numero di sprites, il che, come abbiamo visto, ha, come contropartita positiva, l'attenuazione della difficoltà di quest’insaziabile divoratore di gettoni.
Altri indiscutibili punti di forza del coin-op sono le musiche e gli FX. Raiden conta solo 5 BGM principali che vengono riciclate nei livelli avanzati, ma la qualità di questi brani in sintesi FM integrata da un ADPCM drum channel è sorprendente. Le in-game tune, grintose e melodiche al tempo stesso, sono orecchiabilissime, particolarmente “battagliere” e perfettamente adatte al gameplay.
Gli effetti sonori digitalizzati costituiscono, infine, la ciliegina sulla torta: buoni gli FX delle armi ed ottime le ben differenziate quanto fragorose esplosioni che stupiscono per la corposità e la ricchezza delle basse frequenze.
Commento finale:
“Relativamente alla golden age degli sparatutto, Raiden è uno dei vertical shoot ‘em up classici più popolari e più multi-piattaforma, con i 9 portings e gli 8 seguiti a fornire un’eloquente testimonianza di tale successo. Sicuramente gli aficionados di questo genere di giochi trarranno grandi soddisfazioni dal divertentissimo classico Seibu, in particolare nel 2 player mode. Per chi, invece, frequenta prevalentemente altri generi è consigliabile avvicinarsi a Raiden con cautela e, ricordando che l’unione fa la forza, affrontarlo insieme ad un amico per poi, magari, soffiargli tutti i bonus quando perde una vita.”
Questo storico vertical shooter Seibu è stato appunto convertito anche per Mega Drive nel 1991 con l'aggiunta di un 9° stage segreto sbloccabile e la rinuncia al 2-player co-op mode, a molti colori a video e a tutta una serie di dettagli di sprite e background 🙁
Per fortuna dal luglio 2017 una ROM hack ha migliorato la situazione... no... non ha ripristinato la modalità per due giocatori 🙁 ... ma ha ritoccato significativamente l'aspetto grafico significativamente l'aspetto grafico con particolare riferimento alla scelta e all'utilizzo dei colori, accorciando così almeno in parte le distanze con il coin-op 🙂

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