Verytex,Mega Drive,1991

Dal Pong alla PS5
SergioRetroForce
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Verytex,Mega Drive,1991

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Verytex (Asmik / Opera House, 1991 - Mega Drive): il mio numero 1 (in senso cronologico, eh! 😉 ) 🙂
Proprio vero che il primo videogioco della console che in assoluto hai preferito non può lasciarti indifferentee 😉 Spesso costituisce comunque un bel ricordo... magari anche a prescindere dagli effettivi meriti del titolo in sè. 😉
Quando ho comprato Verytex da un amico insieme al suo Mega Drive Jap model 1 (ancora gloriosamente operativo 🙂 ) ero gasatissimo. 😃
Avevo ovviamente avuto modo di vederlo e provarlo a casa sua e mi aveva già fatto una buona impressione. Oggi a mente fredda mi vien da dire che i presupposti perchè mi colpisse in positivo c'erano tutti: avevo un debole per il genere (per certi versi sul fronte retrogaming è così a tutt'oggi 😉 ) e possedevo un Atari ST, con conseguente "ipersensibilità" in positivo 😉 nei confronti dei titoli stile arcade finalmente dotati della velocità e fluidità... degli arcade. 😉
A tutto questo va aggiunto che dovevo ancora abituarmi al joypad e dunque un titolo poco impegnativo era il benvenuto... ricordo le prime partite a Thunder Force III come qualcosa di tragicomico 😃
Infine c'era da considerare il lato audio. Da possessore di Atari ST passavo da un audio mono e molto "primissimi anni '80" (con le svariate e non di rado importanti eccezioni costituite dalle digitalizzazioni di FX e BGM) a un sonoro stereo tipo "sala giochi seconda metà anni '80" (quando "andava bene", eh! 😉 ).
Ebbene, Verytex sfoggia una colonna sonora davvero notevole. Colpiva molto già ai tempi e mi lascia ancora piacevolmente stupito ancora oggi 🙂 Lasciando giocare qualcun altro e indossando le cuffie collegate alla console si poteva tranquillamente avere l'impressione di ascoltare l'audio di un coin-op di fine anni '80.
Per il resto lo shoot'em up Asmik / Opera House non è certo brillante, anzi 🙁 Per quanto nell'insieme tutto risulti veloce e fluido, il l'estetica tende a presentarsi povera in colore e dettagli e la scelta dei cromatismi in diverse sezioni lascia a desiderare. Come già accennato, poi, non si tratta certamente di uno shooter impegnativo e la combinazione di questa mitezza della difficoltà con l'implementazione di un unico skill level / "singolo giro" e con i soli 6 livelli porta ad una sua rapida "consegna agli atti". ;-(
Ma appunto ancora oggi lo ricordo con grande piacere... nonostante i suoi innegabili difetti 🙂

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