Vectorman (BlueSky Software / Sega, 1995 - Mega Drive)

Dal Pong alla PS5
SergioRetroForce
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Vectorman (BlueSky Software / Sega, 1995 - Mega Drive)

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"Light to dark / Dark to light / Light to dark / Dark to light"
Il suddetto passo tratto dal testo di [ omissis 😉 ] può fungere da succinta descrizione di una delle peculiarità estetiche di maggior spicco sfoggiate da Vectorman (BlueSky Software / Sega, 1995 - Mega Drive), ovvero: luci e ombre "dinamiche". Gli sviluppatori, infatti, hanno valorizzato appieno gli Shadow/Highlight mode del 16-bit Sega per incrementare la gamma cromatica e simulare, per l'appunto, un continuo alternarsi di penombra e luce piena che giunge al suo apice nella spettacolare Arctic Ridge, sezione peraltro corredata di "'lens flare' effect". Questi preziosismi, benché non del tutto inediti su Mega Drive, essendo già riscontrabili in Castlevania: The New Generation, Ristar e Garfield, risultano pressoché onnipresenti nel titolo BlueSky e contribuiscono ad accentuare il già notevole dinamismo legato al velocissimo scrolling e alle fulminee quanto complesse movenze dei multi-sprite character. 🙂
Vectorman, dunque, realizza una summa delle più avanzate tecniche di programmazione messe in atto sul 16 bit Sega: scorrimento ultrarapido in multi-parallasse, pre-renderizzazioni, animazioni modulari, distorsioni, pseudo-rotazioni (in realtà "oscillazioni" / "tilemap-rotations" -impressionanti nella mini-sezione "ferroviaria" denominata Day 2: Metalhead-) e i già citati shadow/highlight effect. 🙂
Il successo del titolo BlueSky, quindi, poggia anche sull'impatto garantito dalle sue audaci soluzioni grafiche. Queste, difatti, pur dovendo comunque fare i conti con gli inevitabili compromessi imposti dalle limitazioni dell'hardware, ovvero dithering, limitazioni in ordine alle scelte cromatiche dovute all'esiguità della tavolozza e moderati flickerii, si inseriscono comunque in un quadro di perfetta fluidità a fronte di un ritmo particolarmente veloce e frenetico. Fra l'altro è curioso che al peculiare fascino di Vectorman non sia affatto estranea la costante presenza, giustificata dall'espediente narrativo degli orbot, dei caratteristici multi-sprite character, ben più fortunati "eredi" dei personaggi di Ballz, mediocre picchiaduro a incontri sviluppato nel 1994-95 da PF Magic / Accolade. Gli "automi modulari" di questo action-platform / run 'n' gun, difatti, ne rappresentano uno degli elementi distintivi e contribuiscono significativamente alla sua indiscutibile attrattiva. 🙂

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