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Sony HIT BIT il samurai degli anni 80

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Negli anni 80 si è assistito ad un proliferare di home computer di vari marchi e case costruttrici;  tutti ricordano con piacere i loro primi acquisti e le loro prime esperienze informatiche, quando Commodore e Sinclair la facevano da padrone con i loro C64 e ZX Spectrum ma in questo mercato ci fu una piccola fetta di utenti che scelsero lo standard MSX.

In italia per motivi di prezzo Philips e Phonola dominavano il mercato con il VG8020 un computer bello e robusto ma a livello estetico tutti bramavano la livrea dei Sony HIT BIT.

Nel settembre del 1982 il Giappone ebbe un boom nel settore office automation : il fax, il PC, l’elaboratore di testi e la fotocopiatrice cominciarono a essere conosciuti come i quattro strumenti sacri dell’ office automation e ad un certo punto è stato fatto un tentativo di integrare i computer Sony con le apparecchiature audio e video.

Questa proposta fu fatta per creare un business di sistemi integrati AVCC (Audio, Video, Computer and Communications). Il risultato finale fu la creazione del gruppo aziendale MIPS (Media Information Products and System) nel maggio 1983.

Takao Ohira, che era entrato in Sony da Oki Electric, aveva una vasta conoscenza delle telecomunicazioni e fu nominato direttore generale MIPS mentre Nobuyuki Idei che era è stato determinante nello sviluppo di MSX ed era esperto di entrambi i sistemi fu nominato suo vice.

Il primo modello Sony HitBit conforme allo standard MSX di Microsoft venne commercializzato nel novembre 1983, il Sony HB55  : con i suoi 16K di ram fece da apripista e da li in poi fu un susseguirsi di modelli più o meno riusciti.

La linea economica HB10 e HB20 anche se esteticamente accattivante, peccava sul fronte compatibilità a causa dell’MSX engine ed alla disposizione della ram sullo SLOT3, ma con la linea HB75 Sony raggiunse un vero successo estetico e di funzionalità grazie anche al “Sony Personal Databank” integrato in ROM all’avvio del PC.

Sicuramente a livello estetico la linea MSX1 HB75 e HB201 sono le più riuscite ed amate dagli utenti MSX  ancora oggi.

Una menzione a parte la merita la linea delle periferiche.

Insieme a Philips, la Sony è una delle case che produsse più periferiche per lo standard MSX ed anche qui qualitativamente eravamo veramente al TOP della forma :  estetica squadrata e moderna, ottima componentistica e non per ultimo và ricordato che grazie a Sony si impose lo standard floppy da 3,5″ sui PC MSX a sfavore del più modesto 5,25″ della Alan Shugart’s company e per ritrovare ad oggi una compagnia che dedicò grande cura estetica e funzionale ai propri prodotti dobbiamo scomodare la grande Apple di Cupertino.

Non da meno furono le successive serie sony MSX2 e le titolatrici professionali basate sullo stesso hardware.

Tornando ai giorni nostri invece, informaticamente parlando, la Sony oramai è uscita completamente di scena per dedicarsi al mercato console ed affini, un vero peccato aver perso un cosi grande marchio che per l’informatica ha fatto cose veramente notevoli in 40 anni di attività.