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“Binary Skin” il documentario di Archiper sul fenomeno delle virtual Youtuber in Giappone.

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In Giappone esiste un fenomeno unico al mondo ma che pian piano arriverà di sicuro a toccare anche l’Europa e sta già arrivando negli USA, quello delle Virtual Youtuber e delle Idol più in generale.
Per ora solo i pionieri di campi come la musica hanno utilizzato queste entità virtuali, come ad esempio Lady Gaga ,che nel 2014 ha fatto aprire un suo concerto dal Vidol Hatsune Miku, ma questo fenomeno promette di espandersi in tempi più brevi del previsto.

Durante il documentario, molto interessante, vengono spiegati i motivi per cui sono nate le Virtual Tuber e le Idol, come ibridi fra personaggi anime e persone reali o almeno con questo intento, come degli avatar ma che avessero dietro “un’anima” nel senso che avrebbero dovuto nascere avendo una sorta di vita propria, un carattere proprio e la capacità di relazionarsi con la controparte degli spettatori umani.
Una prima distinzione fra virtual tuber è nella forma, dato che ne esistono in 2D e 3D ; quelle in 2D partono da un’illustrazione a 2D e poi vengono animate con programmi appositi, mentre le 3D sono di solito il frutto di tecnologie in “3D motion” spesso sviluppate ognuna da una ditta diversa e che riproducono il movimento usando dei sensori che lo tracciano e lo trasmettono.

Le tecnologie alla base sono ormai piuttosto comuni ed utilizzabili da tutti e devono molto allo sviluppo per le applicazioni in VR, tanto che ci sono due sviluppi che corrono paralleli, quelli delle grandi ditte ma anche quelli delle “Indies” le produzioni indipendenti, spesso innovative rispetto alle ditte più grandi o famose, di cui è un esempio la “Active8”, attualmente una delle più quotate e sviluppatrice di Kizuna Ai, non una semplice virtual tuber, ma con alle spalle un’intelligenza artificiale.
Il suo fondatore durante l’intervista spiega che la sua intenzione è stata quella di creare un mondo virtuale in cui le persone possano “vivere” ed interagire con i personaggi in un ambiente ; addirittura uno degli sviluppatori ha spiegato la sua visione molto particolare, secondo cui, un avatar potrebbe anche continuare a vivere dopo la morte della persona.
Uno modo di vedere un po’ estremo ma che è comprensibile per un giapponese che è sostanzialmente un animista e la cui filosofia pone un’anima in ogni cosa e le virtual tuber sono viste come un miglioramento quindi, della qualità di vita.
Vorrei infine far notare che il fondatore di “Active8”, Takeshi Osaka, per quanto si possano o no condividere le sue idee estreme, mentre parla di dare speranza alla gente con le sue creazioni, lo fa con gli occhi lucidi e ci crede davvero.