Home RetroComputer Raspberry Pi3, videocomposito e i 240p.

Raspberry Pi3, videocomposito e i 240p.

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Introduzione:

Spesso ci si ritrova ad emulare i nostri amati retro games, ce li si “gode” sui nostri potenti PC e ,a volte , ci attraversa un sottile senso di disappunto quando succede che ce li ricordiamo più belli e graficamente più  appaganti di quanto stiamo vedendo in quel momento, penso sia capitato a tutti. Il motivo della sensazione di artificialità legata all’ emulazione è che quasi sempre fruiamo dell’ esperienza emulativa attraverso uno schermo LCD che con la sua spietata perfezione digitale ci spiattella davanti agli occhi tutti i limiti della grafica di un tempo. I programmatori e i grafici di un tempo infatti , durante la creazione della grafica di un gioco 2d (o in pixel art), potevano contare su alcune caratteristiche legate alla resa della grafica attraverso il TUBO CATODICO: Dot Pitch, Scanlines, risoluzione progressiva a 15Khz , usando i limiti del CRT a proprio vantaggio per ottenere risultati eccellenti con pochissime risorse a disposizione.

Nella foto il mio amatissimo Sony PVM.

Credits: R-Type III – Nintendo – Irem

Tuttavia non basta collegare l’ uscita s-video o videocomposito che tante schede video offrono ad una TV CRT, infatti usciranno tutte in risoluzione 480i, cioè interlacciata e sfarfallante, non ci saranno le scanlines e ci distruggeremo gli occhi  ; la grafica poi non potrà godere dei vantaggi del CRT ( piuttosto del 480i su crt meglio un LCD con gli shaders a mio avviso).

Allora qual’ è il modo più veloce ed economico per riuscire ad ottenere l’ immagine più possibile fedele all’ originale del tempo (o quasi..per la perfezione dobbiamo rivolgerci all’ RGB) ? La risposta è nel titolo  “Raspberry Pi3, Videocomposito e i 240p.

L’ uscita in video-composito è quella inferiore in termini di qualità dell’ immagine (la migliore è in RGB) ma ci permette di uscire a 15 khz  condizione necessaria per visualizzare l’ immagine su normali TV CRT che agganciano solo questa frequenza. I segnali di luminanza, crominanza e sync viaggiano sullo stesso filo rendendo inevitabili le  interferenze, cosa che non avviene con un segnale RGB (top quality)  dove i canali Red-Green-Blue + sync viaggiano su cavi separati.

Come ultimo vantaggio dell’ utilizzo di un CRT al posto di un LCD è la drammatica riduzione dell’ INPUT LAG introdotto dagli LCD anche in modalità GAME a causa del processamento dell’ immagine. Si tratta di millisecondi ma bastano pochi ms in più rispetto a quelli inevitabilmente introdotti da OGNI emulatore per rovinare l’ esperienza emulativa. Se ai giochi ci giocate veramente e non li guardate solo 20 secondi per poi cambiare rom, allora gioverete sicuramente nell’ uso del CRT che offrirà un VIDEO LAG= ZERO.

Lista della Spesa:

Ecco cosa dobbiamo procurarci per ottenere il 240p@15khz.

  • Un Raspberry Pi3
  • Un cavo trs videocomposito – 3.5 mm a 3x rca (immagine sotto)
  • Una TV a tubo Catodico con video IN (rca giallo) o (meglio) presa scart ( si userà un adattatore 3x rca – scart)
  • Una microSD nuova
  • Un cavo HDMI per i primi passi dopo l’ installazione di Retropie

NOTA: Un buon alimentatore che fornisca almeno 2,5A sui 5v è caldamente raccomandato, l’ emulazione spreme il raspy  per bene, si rende necessaria anche una dissipazione passiva perchè senza dissipatore il Raspy può raggiungere anche i 90° andando in throttling.

Il mio Raspy con dissipazione custom. 52° in full load.

Se avete tutto quello che serve possiamo partire con l’installazione di Retropie che avviene normalmente, collegheremo inizialmente il raspy via HDMI ad un TV o Monitor lcd.

https://retropie.org.uk/

  • Un volta installata Retropie uscire da EmulationStation per trovarsi alla console di Linux. Niente paura..non sono neanche io un esperto di Linux ma i passi sono molto semplici.  N.B. [la password admin di default per retropie è “retropie“.]

sudo apt-get install rpi-update

poi

sudo rpi-update

Questo per assicurarsi di avere l’ ultimo firmware nel caso usiate una installazione vecchia di Retropie.

Ora dobbiamo modificare il file config.txt che si trova in  /boot/config.txt  per far capire al raspi che dobbiamo usare l’ uscita  in video-composito ma in modalità progressiva e non quello sfarfallante 480i che è proposta di default che non ci interessa.

Per modifcare il file config.txt:

sudo nano /boot/config.txt

Occorre aggiungere in coda al testo queste strighe:

sdtv_mode=18

oppure

 sdtv_mode=16

Il “18” sta per PAL progressive scan mentre il “16” abilita l’ NTSC sempre in progressive scan. Fatto questo premeremo CTRL+X quindi Y per salvare.tornando alla console di Linux spegneremo il Raspy digitando infine:

sudo shutdown

Ora, una volta spento il Raspberry , toglieremo l’ HDMI e  collegheremo il cavo TRS videocomposito   all’ ingresso giallo rca della TV crt o useremo un adattatore per inserirlo nella presa scart.

adattatore rca-scart. attenzione il segnale resterà video-composito e non si trasformerà miracolosamente in RGB infatti  sono presenti solo alcuni dei 21 pin del set completo SCART-RGB.

Ora l’ output video del nostro Raspy sarà ad una risoluzione di 320×240 progressiva videocomposita rendendo più reale l’ esperienza emulativa, sicuramente meglio della sfarfallante 480i di default.

I limiti e i difetti.

Ovviamente esistono anche degli aspetti negativi legati a questa modalità di visualizzazione: Il video-composito ha una qualità relativamente bassa ma per contro la STESSA delle macchine originali collegate  ai CRT via Video-composito.  Gli artefatti da SCALING possono apparire se la macchina emulata esce in risoluzioni vicine ma non identiche alla 320×240, tuttavia prendiamo questo come un inizio da cui partire per raggiungere, magari in un articolo successivo,  se la cosa interesserà, il TOP della qualità RGB via SCART ed il PIXEL PERFECT su CRT con il nostro Raspberry.

credits: wonder boy – SEGA
credits: wonder boy – SEGA
credits: Super Mario All-Stars – Nintendo
credits: The Addams Family – Ocean Software
credits: Shinobi – SEGA

Vi lascio con una serie di immagini del risultato, ma assicuro che il senso di fedeltà all’ originale non si può capire da una foto occorre vederlo e provarlo dal vivo 🙂