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La “Camera a Gravità Aumentata” di Vegeta ricreata e testata da ricercatori giapponesi.

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Spesso la fantascienza è stata spunto di nuovi studi ed invenzioni, come ad esempio il teletrasporto, ma è la prima volta che dei ricercatori giapponesi hanno deciso di testare un’idea partita da un anime e per la precisone da Dragon Ball.
Ispirati dal leggendario metodo di allenamento di Vegeta, un team di scienziati con a capo il Professor Yutaka Hirata del dipartimento di Robotica e Tecnologia dell’università di Chubu, ha deciso di verificare se davvero un allenamento a gravità aumentata potesse migliorare la forza.
Da decenni le opinioni dei fans di Dagon Ball a riguardo sono molto contrastanti, anche perchè in effetti il nostro corpo si è evoluto con una certa quantità di gravità e un suo aumento potrebbe avere seri danni sulle articolazioni, sui tendini e sul sistema circolatorio e questo solo per elencare quelli più banali.

vege

Se però ci siano anche dei benefici lo ha indagato proprio questo team; hanno costruito una “camera” in cui, sfuttando gli effetti della forza centrifuga, la gravità è stata portata a 2G ( non ai 400 G di Vegeta), cioè solo raddoppiata, per la fortuna dei partecipanti all’esperimento.
I partecipanti sono stati equipaggiati con un paio di occhiali con delle lenti che spostavano la messa a fuoco di 17 gradi verso sinistra e poi è stato loro chiesto di toccare con un dito dei puntini rossi che apparivano sullo schermo touchscreen.
Prima lo hanno fatto a gravità normale e poi a gravità raddoppiata; il risultato è stato sorprendente.
Ovviamente con gli occhiali che ne deformavano la visuale il cervello dei partecipanti ci ha messo un po’ a capire e correggere la mira per toccare i punti, ma mentre a gravità normale ci volevano in media 60 tentativi, a gravità doppia i tentativi si abbassavano a circa 20 e questo in tutti i partecipanti.

goku

Il macchinario che genera la gravità artificiale è però molto costoso e gli scienziati sono poi passati a verificare se vi fossero metodi meno pericolosi e dispendiosi per ottenere risultati simili e hanno scoperto che anche aumentare la luminosità dell’ambiente di lavoro provoca un effetto simile.
Secondo il team questo è dovuto al fatto che stimoli ambiantali drastici, come l’aumento della gravità o un aumento notevole di luminosità, aumentano l’efficienza dei segnali nel cervello.

Una copia con il contenuto nel dettaglio dei risultati della ricerca è stato adottato dalla International Gravity Physiology Association e dall’ESA che nei Paesi Bassi lo ha presentato durante la  Conferenza internazionale sulla scienza della vita nello spazio  “The Life Sciences Meeting 2018”.

Insomma…Vegeta aveva ragione !