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La tomba di Gumpei Yokoi, inventore del Game Boy : la lapide spiega perchè non è sepolto vicino alla moglie.

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Gumpei Yokoi non è molto conosciuto qui da noi ma è stato una degli impiegati ed inventori di punta della Nintendo negli anni 80 e 90 ; ha iniziato a lavorare per la Nintendo quando ancora produceva carte da gioco ed ha avuto una parte fondamentale nell’inventare e proporre diverse innovazioni, senza cui la Nintendo probabilmente non sarebbe dov’è ora.
Nel 1980 è sua l’idea di usare degli schermi LCD molto piccoli da inserire nelle console portatili e dopo un primo esperimento chiamato “Game & Watch”, inventa il famosissimo “Game Boy” poi nell’89 ; la sua collaborazione è stata fondamentale anche nella creazione di giochi come “Metroid”, “Kid Icarus “, “Donkey Kong” , “Super Mario”e “The Legend of Zelda” e sempre a lui si deve l’invenzione del Pad direzionale a forma di croce che ormai è un pezzo basilare dei controller moderni.
Un’altra sua invenzione rivoluzionaria è stata il “Virtual Boy” che nella sua idea doveva essere la prima consolle con visore in 3D, ma la mancanza di tecnologie all’epoca ne fece invece un fallimento, anche se la sua idea di “Visore” era davvero rivoluzionaria per l’epoca.
La sua tomba, per sua volontà, ricorda tutti i suoi successi durante gli anni di lavoro presso la Nintendo, con una carriera davvero rimarcabile, stroncata da un incidente d’auto.
Due però sono le particolarità di questa tomba fuori dal comune, una è che al posto dello stemma di famiglia c’è il simbolo della triforza di Zelda e l’altra è l’iscrizione a lato che spiega la sua posizione rispetto alle tombe di famiglia; per sua scelta infatti è stato sepolto in diagonale rispetto a suocero e moglie.
L’iscrizione recita più o meno così:

“Questa è l’ultima dimora di Gumpei Yokoi. Scolpiti sulla mia tomba vi sono tutti i successi della mia era alla Nintendo. Essa è diagonalmente opposta a lla tomba di mio suocero e mia moglie. Lei odiava i videogiochi e non ha mai avuto per loro il minimo interesse, quindi non avrebbe mai capito o voluto capire la grandezza della mia opera qui elencata.”

gumpeig