Home RetroFuturismo Il prototipo funzionante del 1867 del “Treno Pneumatico ” di New York

Il prototipo funzionante del 1867 del “Treno Pneumatico ” di New York

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Uno dei settori in cui sicuramente il retrofuturismo la fa da padrone è quello dei trasporti, questo a mio parere, è dovuto al fatto che, gli inventori di questo settore hanno sempre avuto la fortuna di avere alle spalle dei finanziatori particolarmente generosi e la possibilità quindi di realizzare dei prototipi.

Uno dei più antichi e rivoluzionari prototipi mai realizzati si deve al genio di Alfred Ely Beach, ingegnere di New York, che nel lontano 1867 aveva già dei problemi a spostarsi in una New York già molto trafficata e a cui venne in mente di utilizzare i sistemi di “posta idraulica” come base per una metropolitana sotterranea pneumatica.

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Un’idea talmente rivoluzionaria per l’epoca che venne accolta con preoccupazione e gli venne dato il permesso di costruire un prototipo e un breve tratto di galleria di 95 metri in cui testarlo ; questo gli venne concesso solo perchè il suo progetto avrebbe fatto parte dell’Esposizione Universale che si sarebbe tenuta lo stesso anno.

Beach si autofinanziò il progetto e in soli 58 giorni costruì la carrozza e i 95 metri di tunnel che prevedevano solo le due stazioni di arrivo e partenza ; durante le prime due settimane di funzionamento, in concomitanza con l’esposizione , ebbe più di undicimila passeggeri curiosi ed entusiasti, che pagavano 25 centesimi per fare una tratta avanti-indietro di questo avvenieristico mezzo di trasporto tra le due stazioni.

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Nonostante recensioni entusiastiche persino su “Scientific American” il progetto venne accantonato, anche se il geniale inventore aveva ottenuto i permessi di ampliamento, dato che purtroppo era iniziato un periodo di crisi e i finanziatori si erano ritirati dal progetto.
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La metropolitana venne murata e dimenticata fino al 1912,quando venne trovata dagli operai, ironicamente durante gli scavi dell’attuale metropolitana ; le autorità chiamate a decidere, stabilirono che questo era un pezzo di storia da conservare e decisero ci preservare il veicolo e di incorporare la stazione originale in quella della nuova metropolitana.
La stazione in questione è ora lei stessa ormai in disuso ma rimane a memoria della genialità di un uomo che era almeno cent’anni avanti a tutti gli altri.