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Lain…welcome back to Wired…

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Per chi non avesse avuto la fortuna di vedere l’anime visionario “Serial Experiments Lain” , Wired è una futuristica rete simil-internet connessa con la vita della protagonista, Lain.
L’anime, uscito in Giappone nel 1998 è poi arrivato in Italia alcuni anni dopo ma vale assolutamente il tempo della visione perchè rimane un capolavoro del suo genere.
Non era stato ben compreso allora e, ancora desso, Chiaki J. Konaka, lo sceneggiatore si trova a volte a dover spiegare e raccontare il progetto , la contaminazione culturale con la fantascienza classica e il cospirazionismo che si mescolano.
La trama non è semplicissima ma la regia è particolare con inquadrature che cambiano punto di vista e danno un’aria surreale ad alcune scene.
Solo pochi giorni fa il bravissimo Chiaki J. Konaka ha spiegato cosa secondo lui volesse dire “serial Experiment” e che il progetto era nato per realizzare il gioco e poi l’anime, ma che quello che gli aveva dato l’idea era che secondo lui, la console “si comporta come se fosse connessa alla rete” e questo mettersi nei panni di cosa potesse pensare la console gli aveva fatto vedere le cose da un altro punto di vista.
Non c’è da stupirsi che ancora oggi ci sia qualcuno che dopo vent’anni fa ancora fatica a capire un lavoro troppo avanguardista per l’epoca e forse anche per adesso…

Oltre che sceneggiatore di “Serial Experiments Lain”, Konaka è anche lo sceneggiatore di un’altra perla, “The Big O”, anche questa assolutamente da vedere per chi non l’avesse ancora fatto.

Parte della fortuna dell’anime era anche dovuta alla colonna sonora molto bella, soprattutto la sigla di apertura intitolata “Duvet” e cantata dai “BOA”, che vi allego perché è un ricordo indelebile.