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Viaggiare in Giappone

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Spesso parliamo di Tokyo e del Giappone, ma qualcuno mi ha chiesto se andando in Giappone ci sono delle difficoltà con la lingua.
Rispondo subito con un si! Ci sono difficoltà, ma non sono insormontabili. Diciamo che più vi volete addentrare nei posti tipici giapponesi, più cercate di allontanarvi dalle grandi città, più vi allontanate dalle strade percorse dal turismo, le difficoltà aumentano di molto.
Per pensare di visitare il Giappone da soli senza conoscere una parola di giapponese, bisogna sicuramente conoscere almeno un po’ l’inglese e portarsi dietro un libretto con delle frasi fatte.
E se è la prima volta che andate in Giappone, vi consiglio almeno i primi giorni di fermarvi a Tokyo che è’ una metropoli, abbastanza abituata al turismo e quindi le cose sono un po’ più semplici. Mi limito a spiegare sommariamente cosa troverete a Tokyo e non mi allargo al Giappone intero, troppo variegato. Quando si arriva in Giappone, tranne casi rarissimi, si arriva con l’aereo e gli aeroporti non presentano il minimo problema. Se si conosce un po’ di inglese, apprezzerete subito la loro famosa organizzazione e efficienza. Non dovreste avere particolari difficoltà a riuscire a raggiungere la vostra destinazione partendo da un aeroporto. Il servizio di autobus è sempre bene organizzato e chi lavora negli aeroporti è abituato a turisti che non conoscono la loro lingua.
Poi se avete prenotato un hotel magari seguendo qualche consiglio sui forum o sui vari siti specializzati, anche il poter usufruire dei servizi dell’hotel non dovrebbe essere un grosso problema.
Le cose si complicano un po’ una volta che uscite dall’hotel e volete visitare la città.
Il mio consiglio è per il primo giorno di camminare un po’ per la città per abituarsi al fatto che in Giappone guidano come nel Regno Unito, cioè a sinistra, e per abituare il nostro cervello al nuovo ambiente. Personalmente amo girare per quanto possibile le città perché si possono trovare dei posti particolari che diversamente in auto o simili non si potrebbero notare. A Tokyo ad esempio non è insolito trovare, magari dopo un megapalazzo o un centro commerciale a 20 piani, un piccolo tempio o un luogo di importanza storica.
La scelta migliore per muoversi è la metropolitana ( a meno che non siate ricchi di famiglia allora ci sono ovviamente i taxi, che sono tutt’altro che economici). Una volta scesi in una di quelle fantastiche stazioni della metropolitana, che sono a loro volta delle piccole città sotto terra, con piccolissimi negozi, piccolissimi ristoranti e piccoli chioschi che vendono piccoli pacchetti di dolci, dovete comprare un biglietto e decidere quale treno prendere.
E si perché il problema è che a Tokyo non c’è solo 1 metropolitana, ne 2 o 3, ma ben oltre 10 e con un numero di stazioni che arriva quasi a 300! E in più ci sono i treni di superficie che funzionano come la metropolitana. Per noi italiani treno di superficie e metro all’interno di una città, spesso è la stessa cosa. A Tokyo le cose sono differenti: i treni di superficie (ma che si comportano anche come delle metropolitane) sono gestite dalla JR, mentre le metropolitane (che a volte si comportano come treni di superficie) sono gestite soprattutto da 2 compagnie private. C’è anche un’interessante modo per spostarvi: via nave, ma sappiate che i loro dipendenti non sono noti per la disponibilità ad aiutarvi.
In una stazione della metro o dei treni cittadini riuscire a capire anche solo dove siete, per chi non conosce il giapponese, è già un’impresa; figuriamoci capire dove e come arrivare. E’ scritto tutto in giapponese e anche se pensate bene di andare alle biglietterie elettroniche che parlano in inglese , non riuscite a cavarvela perché dovete districarvi tra la scelta del tipo di biglietto e altre problematiche.
Ma non disperate! E’ un problema che si riscontra sempre solo la prima volta. L’organizzazione della metro è talmente alta che con il passare dei giorni vi ritroverete a chiedervi come mai il primo giorno non ci riuscivate.
Inoltre spesso se vi trovate in difficoltà chiedete agli addetti alla informazioni. Normalmente sono disponibili e conoscono l’inglese. Personalmente mi sono sempre trovato bene con gli addetti delle linee private. Sembrano conoscere meglio l’inglese rispetto agli addetti della JR.
Vi consiglio comunque di comprare le tessere prepagate della JR o di una delle altre compagnie. Inoltre ci sono delle tessere valide solo per chi non è giapponese, che vi permettono di utilizzare qualunque treno senza limitazioni a costi più contenuti che comprare i biglietti.
Per quanto riguarda il cibo, la buona notizia è che se non pretendete un grande ristorante con i camerieri che vi raccontano delle simpatiche barzellette, ve la potete cavare a buon mercato. A Tokyo è pieno di piccoli ristoranti economici e pulitissimi (ce ne sono anche sotto i ponti delle grandi strade!). La cattiva notizia è che spesso conoscono solo il giapponese e se sperate di avere un menù con delle belle fotografie allora rimarrete delusi. I menù giapponesi sono quasi sempre totalmente solo in kanji. Per complicare ulteriormente la situazione ci sono dei ristorantini dove per poter mangiare, dovete prima pagare ad una biglietteria elettronica con zero disegni e zero persone a cui tentare di chiedere informazioni. Ma non vi preoccupate perché a Tokyo non morirete di fame! I primi giorni al limite si infilate in uno dei tantissimi fast food che riempiono la città e poi piano piano inizierete a conoscere qualche posto dove i titolari, pur conoscendo solo il giapponese, fanno di tutto per cercare di farsi capire. Consiglio: se entrerete in un locale dove non fanno il minimo sforzo per aiutarvi, allora è probabile che non siate graditi. Lasciate perdere e cercate un altro locale.